La medicina di precisione aiuta le donne

Fonte: d.repubblica.it

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La medicina di precisione aiuta le donne

Il futuro della medicina prenderà, anche, la strada della precisione. Lo ha capito bene Obama, che ha messo sul piatto 215 milioni di dollari nel 2016 per portare avanti un programma complesso e ambizioso per trasformare radicalmente il sistema della ricerca biomedica. Dall’analisi dell’insieme dei dati genetici e delle variazioni che essi subiscono durante il corso della vita sarà possibile confezionare una terapia su misura per ogni individuo, riducendo così al minimo il ricorso a esami e cure inefficaci. A questa prospettiva è dedicata l’XI edizione di The Future of Science, il convegno scientifico internazionale organizzato dalle Fondazioni Umberto Veronesi, Silvio Tronchetti Provera e Giorgio Cini, in corso a Venezia.

Per la medicina di precisione, quindi, non siamo tutti uguali: ogni malattia dipende da un intreccio unico fra i nostri geni, il microambiente che li circonda e l’ambiente in cui viviamo ogni giorno. La Medicina di genere è quindi uno dei capitoli più promettenti della Medicina personalizzata e di precisione, perché studia l’impatto specifico del “genere”, maschile e femminile, sullo sviluppo e l’evoluzione delle malattie, con l’obiettivo di assicurare a tutti, uomini e donne, il miglior trattamento possibile sulla base delle caratteristiche personali.

“Tutta la medicina è stata costruita sugli uomini, su cui sono stati condotti i trial che hanno portato alla commercializzazione dei farmaci. Addirittura le prime fasi delle sperimentazioni, quelle che valutano gli effetti sui modelli animali, sono condotti su individui maschili”, ha sottolineato Kathleen Kennedy Townsend, vice presidente di The Future of Science, durante la prima sessione della conferenza. “E anche quando pensiamo di occuparci di una malattia delle donne, cioè quando parliamo di tumore al seno e indossiamo il nastro rosa, in realtà stiamo una volta ancora perpetuando uno stereotipo. Non è infatti il tumore al seno a uccidere più le donne, ma le malattie cardiovascolari. E questo le donne non lo sanno, così come non sanno che nella malattia cardiovascolare ci sono molte differenze di genere. Nella nuova era della medicina di precisione vogliamo che ognuno sia considerato nella sua specificità, anche le donne che sono state oggetto di pregiudizio per tutti questi secoli”.

Ma quali vantaggi comporta in concreto la Medicina di genere? Maggiore appropriatezza della prevenzione e delle cure, terapie più efficaci perché sempre più mirate e studiate in funzione delle specificità di genere. Questo approccio comporta anche un beneficio economico: l’appropriatezza terapeutica conduce a risultati di risparmio notevoli per il Servizio Sanitario Nazionale. “Andare verso l’appropriatezza terapeutica e verso una medicina maggiormente personalizzata e basata sull’evidenza aumenterebbe l’efficienza e l’efficacia terapeutica delle prestazioni erogate dal Sistema Sanitario Nazionale con notevoli risparmi”, spiega Flavia Franconi, Ordinario di Farmacologia Cellulare e Molecolare, Università degli Studi di Sassari, Vice Presidente e Assessore alle Politiche della Persona, Regione Basilicata. In questa Regione l’amministrazione è riuscita a creare il primo di una serie di percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali orientati alla medicina di genere, quello per l’asma e la broncopneumopatia cronica ostruttiva. E la medicina di genere è uno degli obiettivi che i direttori generali delle aziende sanitarie devono raggiungere. Azioni concrete, per cominciare a dare solidità all’approccio verso le differenze nato all’inizio degli anni Novanta grazie ad alcune cardiologhe statunitensi.

Franconi, insieme a un gruppo di esperti del settore, è nel board editoriale di una nuova rivista presentata proprio in occasione della prima giornata della conferenza di Venezia: “The Italian Journal of Gender-Specific Medicine” (Pensiero Scientifico Editore, realizzato con il contributo di Novartis Italia), un trimestrale rivolto a professionisti della sanità che vuole promuovere la diffusione della medicina di genere.

Fonte: d.repubblica.it