L’importanza di una sana alimentazione e dello sport da seguire fin da bambini

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Prendiamoci cura dei nostri bambini, impostiamo le sane abitudini alimentari sin dai primi mesi di vita, programmiamo per loro un equilibrata attività fisica in fase di sviluppo, per evitare il trend pericoloso di questi anni risultante dai report sull’obesità

Fonte: art. di di ELVIRA NASELLI (25 Gennaio 2016)

Quindici milioni di ragazzini sotto i 5 anni sono sovrappeso QUARANTUNO milioni di bambini sotto i 5 anni in sovrappeso e obesi. In Asia quasi la metà, il 25 per cento in Africa. Ma anche i paesi ad alto reddito non se la passano meglio.
Il rapporto della commissione ECHO  (Ending Childhood Obesity) dell’Organizzazione mondiale della Sanità, frutto di due anni di lavoro e presentato proprio ieri, disegna uno scenario inquietante, soprattutto nei paesi in via di sviluppo: dal 1990 al 2014, infatti, il numero di bambini in sovrappeso è raddoppiato da 7,5 a 15,5 milioni. La ricetta. La ricetta dell’Oms è da ultima spiaggia. Non bastano le carote piantate nel giardino della scuola, se poi i bambini non le mangiano, non serve neppure l’attività fisica a scuola, se si limita a qualche ora a settimana e in casa poi restano inchiodati alla scrivania. Servono misure drastiche: tasse su bevande zuccherate, freno al marketing degli alimenti non sani o ricchi di grasso e sale, divieto di vendita non solo a scuola, ma nelle zone limitrofe agli istituti scolastici, studiare nutrizione a scuola. E, soprattutto, lavorare sull’ambiente obesiogeno, che incoraggia a mangiare di continuo tra allettanti offerte di cibo e porzioni giganti. Tutti insieme, scuole, ministeri della Salute, e famiglie.
INFOGRAFICA “In Asia è la Cina a destare allarme – precisa Claudio Maffeis, direttore dell’unità di Pediatria ad indirizzo diabetologico dell’università di Verona – perché con l’esodo verso le città sono cambiate profondamente e in fretta le abitudini alimentari e anche i bambini mangiano alimenti con tante calorie e pochi nutrienti, che costano meno. Da noi il discorso è diverso: sappiamo bene come affrontare sovrappeso e obesità in bambini e ragazzi ma non interveniamo. Dobbiamo farlo in prima persona, senza delegare. La salute è quella dei nostri figli”.
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Una guida per combattere l’obesità infantile
“Poco movimento”. Il primo aspetto è ambientale. I bambini si muovono poco, non vanno più a giocare nei parchi o nei cortili ma passano i pomeriggi davanti alla tv. «Uno studio francese ha dimostrato – continua Maffeis – come tenere per un’ora in più al giorno per un anno i ragazzini a scuola a giocare e fare movimento abbia ridotto il peso di tutti quanti». Ma ovviamente non basta. E la minima flessione dei dati italiani è un segnale incoraggiante ma parziale. “Un bambino su 10-11 è obeso – continua l’esperto – in certe regioni va molto peggio. Che fare? In casa bisogna evitare le scorte alimentari settimanali: aprire il frigo e trovarlo pieno di ogni ben di Dio è una istigazione al consumo. Scegliere gli alimenti giusti, cominciando da frutta e verdura. Oggi in ambulatorio vediamo tanti bambini figli di immigrati che in Italia mangiano peggio rispetto alla dieta del loro paese”.
Alimenti bambini, il Parlamento europeo blocca norme Ue favorevoli a superdosi zucchero “Frutta e verdura”. Frutta e verdura restano la bestia nera dei ragazzi. “L’errore maggiore riscontrato nella nostra ricerca sugli adolescenti del Lazio – racconta Laura Censi, che studia obesità in età evolutiva al Crea – è la mancanza di frutta e verdura, solo una piccola percentuale arriva a 2 porzioni al giorno”. Meno della metà del necessario.

Con l’impegno che ci siamo presi, anche di sensibilizzazione, con l’obiettivo di aiutare le neo mamme nel difficile percorso che le attende,
vedi anche il nostro progetto Mamy Sweet
Vi segnaliamo un volume guida: Volume ‘Mangiar sano con la dieta mediterranea: dallo svezzamento all’età adulta (Cuzzolin editore)

obesità-diminuiscePer una piaga del 21° secolo che si è manifestata in un solo cambio generazionale. Stando alle cifre, l’obesità infantile rappresenta il paradosso dei nostri tempi: 60 miliardi di euro per ipernutrirci, 30 miliardi in messaggi dei massmedia per convincerci a mangiare cibo ipercalorico e 45 miliardi in attività fisiche o diete per ridurne i guasti. Il cambio di abitudini alimentari rappresenta la più radicale trasformazione ambientale degli ultimi 50 anni. “Eppure la soluzione è sotto i nostri occhi e non riusciamo a vederla”, sottolinea il pediatra e gastroenterologo Alessio Fasano che ha curato la prefazione del volume ‘Mangiar sano con la dieta mediterranea’, mangiar sano
scritto dalla biologa ed esperta in nutrizione Fiorella de Pascale e presentato venerdì alla Camera. “Esistono evidenze scientifiche – aggiunge Fasano – che indicano quanto, nei primi tre anni di vita, una corretta alimentazione rappresenti il fattore cruciale per impostare il nostro sistema immunitario in senso protettivo e non auto-distruttivo”. Tradotto: la crescita esponenziale delle malattie autoimmunitarie, la sclerosi multipla, il diabete di tipo 1, l’artrite, l’asma, le infiammazioni intestinali, la celiachia e le malattie neuroinfiammatorie hanno una stretta correlazione con le abitudini alimentari che impostiamo sin dai primi mesi di vita. Secondo Sergio Marini, presidente della Fondazione Italia Solidale, è importante cambiare dieta senza aspettare che ce lo dica il medico, quando ormai è troppo tardi. “Occorre prevenire, utilizzando i prodotti naturali sin dall’età neonatale poiché essere consapevoli di quanto sia urgente il cambiamento dei nostri stili di vita è necessario. Il fattore ambientale incide sulle malattie – conclude la sua analisi – e si stima che nei prossimi anni un bambino su cinque potrebbe essere affetto da autismo: perciò, più che il patrimonio genetico di un individuo, sono gli stili di vita e i suoi comportamenti a determinare, poi, le patologie”. Perché abbandonare la dieta mediterranea sembra averci allontanati anche dal vissuto biologico della specie umana che, per secoli, si è alimentato principalmente di frutta, verdure, tuberi, noci, pesce e raramente di carni magre. Da qui nasce l’idea del volume ‘Mangiar sano con la dieta mediterranea: dallo svezzamento all’età adulta (Cuzzolin editore), dedicato alle mamme e ai neonati del nostro Paese che, per tradizione e tipicità, dovrebbe essere il Paese del buon cibo. Nel manuale si parte dalle esemplificazioni con modelli di svezzamento condivisi da specialisti pediatri, indicativi per l’avvio di una corretta alimentazione: sana ed equilibrata, ma anche gradita dal bambino. Le ricette vogliono così essere una guida verso la capacità di integrare gli ingredienti nel pasto: per esempio come utilizzare il piatto unico perché risulti nutrizionalmente corretto e bilanciato, ma soprattutto come far sì che tutto sia semplice e utilizzabile nel quotidiano. A partire dalle pappe, che devono essere divertenti e gustose. In questo modo, dal primo passo il manuale conduce alla realizzazione del pasto completo con i giusti ingredienti della Dieta Mediterranea, che è – ricordiamolo – riconosciuta patrimonio dell’umanità.